VIZI ED OMOLOGAZIONE NELLA SOCIETA
CAPITALISTICA-CONSUMISTICA
1° Premessa.
Lomologazione ed il vizio non sono monopolio e
figli di questa società; essi sono nati e sviluppati nelle società di classe precedenti
a questa e sostanzialmente nellepoca della STANZIALITA delluomo sul
territorio: che si caratterizza per la coltivazione, allevamento animali, per la
proprietà privata e conquista del territorio; essa soppiantò progressivamente la cultura
primitiva dei CACCIATORI-RACCOGLITORI, allincirca 10 mila anni fa.
Un inciso.
La società dei CACCIATORI-RACCOGLITORI, si caratterizzava (e si caratterizza, per i
popoli non ancora completamente estinti come quelli dei pigmei e aborigeni australiani)per
la cooperazione, generosità,divisione del cibo secondo i reali bisogni
"Non esistono capi, gerarchie o leggi. Cè parità fra uomini e donne(..).
Uno degli aspetti che mi ha colpito è lamore eccezionale che sia padri sia madri
hanno per i bambini, che vengono cresciuti dai genitori, ma sono trattati da tutti
gli adulti del gruppo come propri figli(..) i bambini chiamano padre e
madre tutte le persone della generazione dei genitori, nonni tutti
quelli della generazione precedente,fratello esorella quelli della
loro età. Vi è una forte solidarietà verso gli anziani e i disabili, almeno finché è
possibile aiutarli senza mettere in pericolo la vita del gruppo (..). Ho visto che ciechi
e malati gravi non venivano abbandonati.(..). Vivono sempre in piccoli gruppi, non hanno
unorganizzazione gerarchica, in genere non esistono capi (soltanto
lautorevolezza del più saggio e generoso. Mia
nota)e la loro vita sociale è basata sul rispetto reciproco. Di solito hanno unetica
avanzata.Un aspetto importante delle popolazioni ai livelli più bassi della
scala economica è che NON SONO AFFATTO PRIMITIVE SUL PIANO MORALE.(..).
Per i cacciatori-raccoglitori il senso della proprietà è diverso, perché la proprietà
individuale è RARA e non è molto importante.Ci sono però alcuni diritti, come quello
del territorio di caccia.Il pigmeo che viene sorpreso a cacciare in un territorio non suo
deve pagare una multa, che non è in denaro perché non conoscono il denaro,ma in
natura."
Tratto dal testo "Chi Siamo" di Luca e Francesco Cavalli-Sforza.(Luca Cavalli
Sforza è un genetista di fama mondiale.) I cacciatori-raccoglitori, 10 mila anni fa
circa, erano dai 5-10 milioni sul globo: giapponesi, indiani, eschimesi,pigmei,ecc. Ho
trascritto queste righe, per me molto belle, per contestare il luogo comune che
luomo, sin dai primordi, è sempre stato coscientemente egoista,
crudele,oppressivo.Invece,se esso ai primordi, non fosse stato coscientemente
cooperativo, generoso
non avrebbe potuto caratterizzarsi come la specie
animale più intelligente e creativa del pianeta: capace di creare mezzi-strumenti
o protesi tecniche e sociali che ci permettono,ora, persino di volare
Con la STANZIALITA, dunque, si determina un salto
epocale, nel quale si sviluppa progressivamente e prevalentemente la
proprietà privata: di conseguenza il VIZIO e lEGOISMO e la GUERRA per le
COSE
Ma è nella società attuale,consumistica della sovrapproduzione di cose,
che si ha lAPICE del VIZIO e OMOLOGAZIONE SOCIALE, al grado che gli
strumenti-protesi creati dalluomo,anziché MEZZI per emancipare, sono divenuti SCOPI
o FINI che opprimono e schiavizzano lumanità intera.
Ma vediamo essenzialmente perché e come.
2° Premessa.
E la cultura del mercato capitalistico e del profitto la levatrice cosciente di
TUTTI i vizi sociali che stanno esplodendo (anche di quelli che apparentemente non
sembrano connettere con lavidità del PLUSVALORE-PROFITTO); poiché essa si
caratterizza storicamente come leconomia finalizzata (soltanto) al mercato del
plusvalore-profitto, anziché alla soddisfazione dei reali bisogni umani: materiali e
spirituali-emancipativi.
Questeconomia, agli inizi (verso il 1600), ha dato necessariamente uno sviluppo
produttivo e tecnologico (soltanto!) rivoluzionario, soppiantando rapidamente produzioni
arcaiche e medievali precedenti, che per millenni hanno reso luomo prevalentemente
subalterno alla natura
Ma questa rivoluzione tecnologica-produttiva, basata
sullaccumulazione ed avidità dei capitali, non poteva e non può avere una
corrispondente rivoluzione etica, filosofica di emancipazione umana, che progetti, educhi
tutta questa ricchezza tecnologica e materiale, in una ricchezza di generosità,
cooperazione, amore
che i nostri antenati ci hanno embrionalmente lasciato in
eredità e che talvolta,ora, invidiamo loro
VIZI ED OMOLOGAZIONI DELLA SOCIETA ATTUALE
1) Avidità per il DENARO e per le COSE.
DENARO.
E evidente che la nostra vita è oramai
completamente mercificata dal denaro ed avidità (compravendita del nostro
lavoro,compravendita del nostro tempo libero).
I nostri bisogni sono prevalentemente e progressivamente indotti e drogati
per accumulare più denaro e cose.
Il concetto di lavoro in questepoca è considerato soltanto se remunerato e
gratificato in denaro; sennò è perdita di tempo
Quante volte ho sentito considerare
il mio lavoro e studio sociale(senza scopi remunerativi) come perdita di tempo o al peggio
svogliatezza-lazzarona
Non sentiamo sino alla noia che i soldi non sono tutto, ma che però
in sostanza
danno la felicità?
Pensate allavidità di un AVARO che vive alla soglia della povertà, ma
GUSTANDO il conteggio dei suoi milioni o miliardi.Esempio di un individuo
deriso e canzonato in paese, perché avaro e con la prospettiva, alla sua morte, di veder
sperperati dai suoi nipoti tutte le ricchezze accumulate, Ebbene,egli risponde ai suoi
detrattori:voi non potete comprendere la goduria di veder crescere progressivamente
i miei denari e ricchezza
Pensate ad un capitalista industriale o finanziario, viziato nellaccumulare ed
investire centinaia o migliaia di miliardi (vedi Bill Gates, Agnelli, ecc.) come in un
gioco del "Monopoli", al punto che non può spendere tutti i denari in cose
personali perché troppi
; ma pure indifferente alle conseguenze sociali
prodotte:distruzione di milioni di occupati e aumento di povertà nel mondo; distruzione
dellecosistema
Ma si pensi ai milioni di piccoli e medi imitatori di questo vampiro,
abbagliati da questa ricchezza, che assatanati giocano in borsa o a fare a gara
nellaccumulare, sordi alle conseguenze sociali e naturali
In questo gioco vizioso dellaccumulazione sono coinvolti culturalmente molteplici
strati sociali.
Legali: banche, assicurazioni, organizzazioni commerciali, gioco al
lotto, totocalcio, ecc.
Illegali: il grande crimine organizzato della droga, prostituzione,
contrabbando di organi, armi, ecc.
E la corsa pazza, viziosa e globale al miraggio della ricchezza
dellaccumulazione del denaro, con lillusione che tutti possano divenire
ricchi, mentre per avere pochi ricchi vi è bisogno di molti sfruttati e poveri
VIZIO PER LE COSE.
Chi, in un supermercato non ha sentito e sente la voglia irrefrenabile di comprare un
po di tutto quel ben di dio esposto, stimolando bisogni indotti ad avere più cose,
al di sopra dei bisogni primari per larco di un anno o sino
allinutilizzo delle cose
?
Ad esempio: vi sono coloro che hanno un guardaroba superfornito e superfluo rispetto ai
bisogni necessari calzoni, maglioni, scarpe, giacche, ecc.; bigiotteria e
gioielli:orologi, braccialetti,collane,anelli,orecchini,ecc.; autoveicoli:utilitaria,
macchine e moto fuori strada o di lusso, ecc.; abitazioni: prima casa, casa al mare, in
montagna o in campagna, ecc.; e si potrebbe proseguire.
Anche qui, come per il denaro, vi sono diversi gradi di possibilità economiche di possesso
e vizio per le cose; ma pure il vizio di ostentare ciò che si
ha, per sentirsi qualcuno
In sintesi due vizi per le cose: conta ciò che si ha, non ciò che si è!
Conta apparire, la forma, non ciò che si è, la sostanza !
In un mondo tale e così omologato una frase di Carlo Marx è più che attuale: le
COSE divengono SOGGETTI; mentre le PERSONE divengono COSE.
2) Vizi ed omologazioni di carattere
MENTALE.
LA COMPETIZIONE: come sopruso gratuito e involutivo.
Che la competizione sia esistente in natura è noto; ma luomo, con la coscienza,
può tramutare la competizione naturale in sociale oppressiva,
involutiva, in vizio per larrivismo e ambizione personale che genera invidia, odio e
a seconda del grado di potere persino in guerra; una competizione dunque, che schiaccia,
umilia e a volte elimina lavversario di turno.
Ma può tramutare questa competizione in sociale emancipativa: nel
misurare i limiti e le potenzialità umane, per un giusto e corretto confronto che
valorizzi i pregi, che corregga i difetti, che ci insegni a perdere, ma anche a
vincere
Poche minoranze e strati sociali vivono ancora questo tipo di competizione; mentre
assistiamo alla prevalente competizione del vincere con ogni mezzo ed a qualsiasi costo:
sia nello sport che nella vita, riproponendo il darwinismo sociale, che ci rende eticamente
inferiori alle società primitive o naturali e persino a tutte le specie animali,
poiché consapevoli delle nostre crudeltà, menzogne, oppressioni
Vizio del GIOCO: delle carte, dei dadi, al lotto, delle scommesse, ecc.Esso si
caratterizza solitamente, per una motivazione passionale ed emozione irrazionale
per la vincita e se si perde, nel voler ostinatamente riprovare e ritrovare tale emozione
ad ogni costo.Vi è poi legocentrismo sportivo di primeggiare ad ogni costo
di
cui accenno sopra al punto Competizione.
Vizio del TECNICISMO: di coloro che sviluppando una capacità specialistica, dedica tutta
la sua vita, o quasi, per essa, a scapito di uno sviluppo culturale o intelligenza sociale
che gli insegni ad interagire coi propri simili e trovare momenti di felicità
Si pensi, ad esempio, al tempo dedicato a questa mania della tecnica(meccanica,
elettronica, chimica, fisica
) che ci coinvolge e determina la vita intera come in
una specie di autismo sociale, dimenticando e trascurando valori sociali
affettivi al grado di non saper gestire neppure i propri rapporti familiari
Questo vizio è molto diffuso nella nostra vita sociale, ma viene trascurato o passa
inosservato, in quanto il portatore di questa mania, viene solitamente gratificato
socialmente o addirittura insignito di onorificenze.
Vizio del TIFOSO: tifoseria esasperata per una squadra ( ad esempio, di calcio).
Lidentificarsi astrattamente con una squadra (o un atleta), pur non
conoscendo personalmente gli individui che la compongono,o al meglio, identificarsi concretamente
col gruppo di tifosi trovando in questo una identità collettiva e passionale. Questa
identità collettiva, molto superficiale, viene spesso anteposta ad un sentimento e
passione più ricchi e concreti per una ragazza, per affetti amicali, familiari, ecc.
Ero incredulo, quando un giovane, con convinzione, professava più lamore-passione
per la propria squadra che per la propria ragazza.
Vizio del PETTEGOLEZZO, MENZOGNA, INFAMIA.
Anziché avere la giusta curiosità e comprendere i perché generali dei
comportamenti sociali
si ha la curiosità morbosa di conoscere soltanto il chi
di questi comportamenti: pettegolezzo infame a livello di quartiere e su, su a
livello nazionale con riviste scandalistiche ed insulse;godendo, da un lato, interiormente
delle disgrazie altrui e nascondendo così le proprie e quotidiane malefatte, difetti e
sterilità comportamentali
; ma di contro invidiando interiormente le esperienze di
piaceri e vizi sfrenati dei vari attori o persone di successo.
Si potrebbe proseguire con i vizi maniacali della
pulizia, della vanità, della velocità, della mania di onnipotenza, e chi ne ha più ne
metta; ma tutto ciò che caratterizza questi difetti-vizi di carattere mentale, è che vi
è una sorta di distorsione educativa ed interpretativa mentale della realtà.
3) Vizi detti FISIOLOGICI.
Gli alcolizzati; tossicodipendenti di vario grado (coloro che mantengono
capacità di autocontrollo e quelli no); i maniaci del sesso: pedofili, stupratori,ecc.; i
bulimici; anoressici. Tutti coloro che sono schiavi di un qualche desiderio o eccesso
fisiologico incontrollabile
Ad una prima osservazione, sembrerebbe che i vizi sopraelencati al punto 2 e 3, non
abbiano alcuna connessione col vizio (madre-padre) del profitto e possesso.
Che connessione, analogia vi può essere tra il fanatismo o tifoseria esasperata per una
squadra, il vizio del bere, la mania della pulizia, ecc., con il vizio del denaro e
possesso delle cose?
Si potrebbe obbiettare che i vizi del punto 2 e 3, con intensità diverse, sono sempre
esistiti da quando vi è luomo. ( Ricordo che essi sono nati prevalentemente e
sviluppati storicamente con la STANZIALITA e linizio della PROPRIETA
PRIVATA del territorio, dellEGOISMO per le cose e successivamente con
lavidità per il denaro, con relative guerre e genocidi; legittimati storicamente
oggigiorno dai miti per gli imperi e imperatori
).
La connessione dei vizi del denaro e possesso delle cose con tutti i vizi societari, sta
nella cultura della DIPENDENZA SOCIALE DELLAVERE RICCHEZZA MATERIALE!
Questa macro-dipendenza per le cose, protesi, determina una mancanza
di autonomia individuale e collettiva e di conseguenza una concatenazione
di dipendenze e deviazioni sociali (secondarie) elencate al punto 2 e 3; questo
perché le COSE-PROTESI, anziché mezzi per emanciparci divengono feticci
da adorare che ci schiavizzano: la macchina di lusso; la casa superpulita; il vizio del
bere causato dallincapacità di competere nella società attuale,oppure causato da
un piacere incontrollato per mancanza di valori, autonomia, ecc.( Persino paesi ispirati
al socialismo furono sconfitti dalla cultura dellAVIDITA, sebbene con forme
societarie diverse
)
In sintesi e mi ripeto: la società del capitalismo-consumismo, diviene storicamente il culmine
estremo delle dipendenze sociali, della mancanza
dautonomia, delle fragilità umane, dellomologazione del vizio !!!
Il mercato si è globalizzato e dunque si è sviluppata la famelica
avidità del profitto, mediante la mercificazione della cultura:
istruzione, arte
Parafrasando Marx: la merce è un rapporto sociale !!!
QUALI RIMEDI?!?
Possono esserci rimedi educativi contro un sistema
di organizzazione sociale globale basato sul darwinismo economico-sociale del
profitto?(Ora, persino ospedali, scuole, assistenze sociali di vario genere, fiori
allocchiello delle società occidentali sviluppate, sono sottomessi progressivamente
alla logica dellefficienza dei costi e profitti, nascondendo questa logica dietro la
lotta, legittima, dello spreco e parassitismo).
Vi può essere rimedio per una società che sviluppa e pubblicizza
ossessivamente col consumismo lomologazione sociale del vizio,
dellegoismo,individualismo-egocentrismo? Può lasciare spazio/tempo ad uno sviluppo sistematico-organizzato
(politico) di cooperazione, generosità e amore sociale?
Risposte definitive ed esaustive non esistono, tuttavia, una speranza inconscia resta
sempre
Constatiamo, da un lato, che
nellattuale società vige una pedagogia prevalentemente autoritaria e
repressiva, basata sulla punizione, paura, ricatto.
Alla moltiplicazione dei problemi economico-sociali: della progressiva disoccupazione
sociale globale, della progressiva trasgressione, criminalità, si risponde
schematicamente con laumento della repressione, alimentando un circolo vizioso che
non risolve i problemi ma li alimenta. Basti vedere taluni risultati degli USA :
"200mila carcerati nel 1970, 315mila nel 1980, 740mila nel 1990 dopo il decennio
di Reagan, sono diventati 2milioni allalba del 2000." Da
lo Washington Post.
Eppure vige la pena di morte come deterrente! Notare
che i nostrani politici vogliono americanizzarsi perché pensano che la rieducazione
umanistica europea ,che riconosce lerrore come causa sociale e non genetica,
sia troppo costosa; mentre, persino il famigerato mercato dà ragione alle forme
rieducative (oppressive) europee
La pedagogia repressiva e autoritaria invade tutte le istituzioni sociali: dalla famiglia
alla scuola, allo sport, sul lavoro
E siccome il vandalismo, piccole gang, incendi
dei boschi, soprusi, stupri, ecc. sono in aumento, si pensa di mettere un poliziotto in
ogni angolo di casa; un poliziotto in ogni scuola; una guardia forestale per ogni
boschetto, perché non venga bruciato o sporcato
Insomma, siamo al ridicolo !!!Come
se il tutto non avesse costi incompatibili con la ricchezza economica prodotta...
Lautoritarismo si caratterizza per la costrizione e rapporti di
forza del più forte
Colui che lo subisce, sovente, non ha lautonomia e
lalternativa per rifiutarlo e pertanto si perpetua un circolo vizioso di dipendenza
sociale; che si ribalta quando loppresso di turno trova a sua volta uno
più debole, opprimendolo, come in una scala gerarchica di potere
Lautoritarismo, se da una parte può essere vantaggioso
materialmente e psicologicamente per coloro che lo impongono, diviene daltra parte
deleterio culturalmente per loppressore, in quanto si interiorizza una forma di integralismo
culturale che nega qualsiasi disponibilità al dialogo e di conseguenza una crescita
intellettiva..
Chi non sa, inoltre, che lautoritarismo è il padre della violenza fisica e
psicologica?!?!
Altro aspetto dellautoritarismo, è il permissivismo:
indagato sufficientemente da psicologi e sociologi; il quale è nato in contrapposizione
allautoritarismo; esso si caratterizza per lincapacità di dare un indirizzo
di responsabilità comportamentale caratteriale coerente, critico e autocritico ai
bambini, adolescenti e giovani; di conseguenza crescono generazioni fragili, ma di contro
generazioni arroganti e autoritarie, a seconda della convenienza e dei rapporti di forza
della situazione che viene a determinarsi
Daltro lato, vige da millenni una pedagogia che si
sta perdendo, i cui valori sono: la generosità e cooperazione, la sincerità,
lonesta, la fiducia, lamore per lumanità, lautodisciplina,
lautocritica, lautonomia, la responsabilità sociale per linteresse
generale-universale
In sintesi: EDUCAZIONE ALLA LIBERTA-EMANCIPAZIONE !
Ma riempiamo di significato queste parole concetto.
Libertà-emancipazione, nellaccezione corretta significano: "DOMINIO
SULLA NATURA E SULLA PROPRIA NATURA".
"Dominio" nel senso di conoscenza e rispetto per la natura in cui viviamo e ne
siamo (soltanto) PARTE. Pertanto, se dominiamo e usiamo la natura non vuol dire
deturparla, bensì usarla e far si che si riproduca prosperosamente e vitale
Ma,
laspetto più importante del significato di libertà da analizzare è:
"Dominio(..) sulla propria natura", sui propri sensi, istinti e
comportamenti: significa autonomia, autocontrollo
Se ad esempio a taluni
piace troppo lalcol vuol dire decidere di smettere di bere per non ubriacarsi;
rinunciare al sesso se il partner talvolta rifiuta, senza reazioni di violenza o
costrizione; smettere di giocare a poker quando si rischia di dilapidare anni di duro
lavoro; ecc.
Significa dominare e contenere le potenzialità del vizio
ed essere veri uomini-donne, che hanno coscienza di decidere e comprendere che la giusta
libertà non è larbitrio e legocentrismo di soddisfare il piacere del vizio;
bensì la responsabilità, lautodisciplina e comprensione di quando il
piacere può tramutarsi in vizio, che ci rende schiavi; dunque usare questo
piacere (non negarlo!) con la consapevolezza di non ledere la nostra e altrui libertà.(I
vizi autolesionisti sono meno odiosi dei vizi che ledono gli altri; ma il principio di
schiavitù resta intatto
)
Quali gli ambiti possibili, per una
educazione alla libertà-emancipazione?
In questa società sono: la famiglia, la scuola e via, via circoli culturali, sportivi di
vario genere
(Il problema fondamentale è ovviamente
leducazione del mondo adulto, degli educatori!!! Dei genitori, insegnanti e
dirigenti delle varie associazioni culturali.)
Educazione genitoriale.
Dominante è la cultura dellautoritarismo o
permissivismo.Competizione: i figli devono essere sovente la compensazione delle lacune e
limiti genitoriali: primi a scuola nello sport, nel lavoro
; altro aspetto culturale:
ai propri figli non si è fatto mancare nulla, si è dato tutto!, in
termini di cose
Come contrapposizione manca una cultura di base pedagogica e psicologica
sullinfanzia, adolescenza, giovinezza.
I genitori di questultima generazione sono molto confusi su cosè giusto e
importante concedere in COSE: cosè realmente necessario o voluttuario; su cosa
concedere ai figli in termini di spazio/tempo sociale; se adottare lautoritarismo o
il permissivismo; oppure di contro, lautorevolezza che si basa sul
dialogo, la reciproca fiducia, coerenza, autonomia, responsabilità,
onestà, sincerità, autocritica
Lautorevolezza, in sostanza,
si caratterizza per la forza della ragione( e non sulla ragione della
forza), sulla persuasione
la quale, se condivisa, diviene
efficace perché leducando fa proprie, con lautoconvicimento e
motivazione le ragioni delleducatore.
Tuttavia, quando si trovano ostacoli quali: figli viziati, egocentrici, arroganti, ecc.;
ebbene allora, lautorevolezza si deve tramutare in necessaria forza impositiva e
coerente di valori emancipativi sopraccitati.Un esempio calzante di autorevolezza si vede
nel bellissimo film di Arthur Penn. Anna dei Miracoli.
Educazione scolastica.
Scrive lo psicologo dello sviluppo Guido Petter, sulla rivista Psicologia
Contemporanea n° 145.
"Ed eccoci al paradosso: gli insegnanti delle scuole secondarie, nella
maggioranza dei casi, non hanno mai avuto occasione di ascoltare, nel corso della loro
carriera universitaria, né una lezione di pedagogia, né una lezione di psicologia.
Affrontano ragazzi e adolescenti senza alcuna conoscenza scientificamente fondata delle
caratteristiche del loro modo di sentire e pensare,dei loro interessi, dei loro
problemi.(
).
Anche gli insegnanti della scuola dellinfanzia e di quella elementare, ai quali è
stata pure fornita una certa preparazione pedagogica, di tipo teorico e pratico, hanno di
solito ricevuto solo una preparazione psicologica limitata (un paio dore alla
settimana, per un solo anno), generalmente fondata sullascolto di lezioni e sullo
studio di un testo, e non sono dunque pienamente in grado di utilizzare questo tipo di
competenza per affrontare la varietà e la complessità delle situazioni che si creano nei
loro rapporti con i bambini e con le famiglie."
In sintesi: da una parte vi è la carenza pedagogica-psicologica e non certo per colpa dei
docenti, ma per una scelta, o non scelta, dei ministeri della pubblica istruzione
storicamente susseguitisi.
Ma dallaltra, vi è una lacuna più deleteria che si vuole ignorare
istituzionalmente: è la mancanza di uno standard, seppur approssimativo, di un qualche
metodo generale pedagogico: metodo autoritario; oppure metodo persuasivo-autorevole?
Si evidenziano valutazioni tecniche, nozionistiche e formali; mentre per il metodo
pedagogico ogni insegnante è arbitro e giudice a seconda delle sue convinzioni o
pregiudizi. Si spiega cosi perché molti discenti divengono improvvisamente incapaci in
materie da loro sempre amate; si spiega perché vi è una divaricazione progressiva tra progresso
tecnologico ed involuzione sociale, che porta generalmente ragazzi di
diverse età ad essere apatici, viziati e via,via sino alla patologia del
bullismo e baby-gang
Se per cosi dire,limprinting sociale educativo deve partire dalla famiglia, la
competenza educativa dovrebbe essere soprattutto dellistituzione scolastica, che
dovrebbe guidare, aiutare le eventuali carenze educative familiari
Ma a quanto si
nota, ogni istituzione rimbalza ad istituzioni diverse le proprie responsabilità:
riproducendo un vizio egocentrista diffusissimo: la colpa è dei
genitori, la colpa è della scuola , la colpa è altrui!!!
E facile dedurre che manca (consapevolmente?) nella cultura scolastica, la cultura
dellemancipazione e autonomia, delle grandi motivazioni
e se esiste è lasciata
al caso o alla bontà di qualche docente sensibile
Si ignora volutamente, ad esempio, che la formazione dà motivazione
allapprendimento formale e nozionistico: è la memoria di eventi sentiti
che fa ricordare date storiche e non la stupida e pappagallesca memorizzazione di date,
formule e nozioni apatiche
Non si ricorda forse per associazioni importanti e
motivanti, anziché per nozioni e scadenze irrilevanti e secondarie? La memoria,
psicologicamente, si sedimenta efficacemente per due motivi: la ripetizione;
ma soprattutto per lemozione e motivazione-interesse per ciò che
si apprende
Cultura in generale.
Già ho scritto della cultura dominante del profitto, dellautoritarismo e via,via di
tutti i vizi sociali indotti.
Ciò che voglio aggiungere è che in questa epoca vi è lesasperazione della divisione
sociale del lavoro e di conseguenza delle specializzazioni o saperi
frammentati; di più: il sapere filosofico e umanistico, che dovrebbero formare
socialmente ( dando scopi e motivazioni sociali), si caratterizzano per un sapere formale,
nozionistico di date ed eventi, mancanti di profondità ed intelligenza
sociale
Esempio di intellettuali da party, che riconoscono percettivamente musiche di
Mozart, Verdi, ecc. stupendo linterlocutore di turno, ma non sapendo spesso il
perché e motivazioni emozionali di tali musiche
Con lattuale divisione sociale del lavoro si tende al sapere di una sfera UNICA:
tecnico o sociale, perdendo il senso della multidisciplinarità, o
visione dinsieme-sintesi (vedi in passato i Galileo, Leonardo da
Vinci, Giordano Bruno
); incapacità di gerarchizzare e scegliere socialmente le
sintesi precipue.
Mi spiego con un esempio-confronto di moda.
Erano (generalmente) più intelligenti i ragazzi di una volta o (generalmente) i ragazzi
doggigiorno?
I più sostengono che sono più intelligenti i ragazzi doggi, in quanto hanno
PIU CONOSCENZE, più stimoli sociali e tecnici rispetto ai ragazzi di generazioni
precedenti.Che abbiano più conoscenze è senzaltro vero; ma, avete notato come
questa moltiplicata intelligenza tecnico-sociale sia portatrice di
FRAGILITA PSICOLOGICA? Comessa determini una DIPENDENZA SOCIALE graduale e
perdita di autonomia? Ad una INDIFFERENZA-APATIA progressiva per tutto ciò che esce dalla
sfera del proprio sapere ed egocentrismo?
Anni fa , uno storico della resistenza, preoccupato mi accennava di questa
apatia-indifferenza per le sue conferenze e dibattiti nelle scuole e ambiti culturali che,
per quanto stimolanti, non incidevano granché nella memoria e nel presente
comportamentale dei giovani in generale
Provai a rispondergli che le generazioni attuali soffrono di SOVRASTIMOLAZIONE
TECNICO-SOCIALE!
Si pensi ad esempio, allo stress di un ragazzino che deve fare ore di scuola, con maree
(inutili)di compiti, poi via, via vari corsi di nuoto, catechismo, musica, ballo, ecc.; e
quando finalmente egli ha un po di tempo libero, questo gli viene programmato
consumisticamente con video giochi o divertimenti stereotipati e di moda che uccidono quel
poco di potenziale fantasia rimastagli
In sintesi questa sovrastimolazione ci involve progressivamente perché, e mi ripeto, non
ci dà tempo per riflettere ciò che dobbiamo scegliere e gerarchizzare, ciò che
è veramente importante per cui volgere la nostra attenzione: alle relazioni umane
emancipate?; oppure a ciò che è invece secondario e funzionale alla società: relazioni
con le cose e la tecnica?
Di più: questa sovrastimolazione ci induce a VIVERE SOLTANTO PER IL
PRESENTE e lIMMEDIATO, dato che il VIZIO dilagante ( piccolo, medio, grande)
non dà senso né al passato né al futuro,
ma soltanto al presente, adesso, in quanto il vizio appena appagato si ripropone il
momento o il giorno dopo, al più presto!
I ragazzi delle generazioni precedenti, erano MENO
impregnati di COSE e CONOSCENZE, tuttavia avevano (relativamente) più spazio/tempo per
unautonomia, perché (in generale) non viziati, in quanto fino agli
anni 60, vigeva una povertà (dignitosa) generale, e difficilmente la povertà
sviluppa grandi vizi, come il consumismo attuale sviluppa
(Molto diffuso era il vizio
e abbrutimento per il vino).
Prevalendo una cultura rurale, si era meno protetti e dunque per necessità costretti sin
da piccoli ad aiutare nel lavoro gli adulti e di conseguenza a sviluppare precocemente
unintelligenza PRATICA, ad AUTOGESTIRSI e ad avere più POTENZIALITA CREATIVE
nel gioco, mancando in passato lofferta di giocattoli preorganizzati che la moderna
industria produce
Si può facilmente dedurre che un cucciolo duomo che ha già una relativa autonomia,
ha molteplici potenzialità creative, più coraggio per la sperimentazione
pratica-sociale, perché abituato ad affrontare e RISOLVERE le contraddizioni e
avversità della vita
Se è stimolante analizzare e confrontare le
differenze di comportamento generazionale, per concludere che lautonomia (relativa)
era maggiore in passato che oggigiorno
non bisogna dimenticare che lOGGI è lo
sviluppo inevitabile dei decenni scorsi; che lattuale e patologica fragilità e
dipendenza giovanile, è la CONSEGUENZA e SVILUPPO delleducazione del mondo
giovanile di generazioni precedenti, divenute adulte con la mentalità consumistica.
In sostanza noi siamo i padri, educatori di questa generazione e ritornare al passato non
si può!
Se non vi è una nuova e radicale cultura alla libertà-emancipazione negli adulti e loro
istituzioni culturali, non vi può essere nascita e sviluppo dellautonomia
nellinfanzia, adolescenza, giovinezza; in quanto leducazione di queste figure
sociali si basa proprio sullIMITAZIONE
Tuttavia, notiamo che molte famiglie o piccole
comunità, RESISTONO a questa inarrestabile catastrofe sociale: resistenza per una cultura
allamore, generosità, coraggio, responsabilità, ecc. che dà momenti e nicchie di
felicità; resistenza prodotta da una buona educazione emancipativa, acquisita e
perpetuata familiarmente, oppure casualmente per reazione ad autoritarismi subiti
Una prima speranza si può concretizzare: vivendo e lottando duramente per rapporti
relativamente emancipati, sviluppando cultura alla libertà ,antagonista ai feticci
Ma appena questa lotta emancipativa si tende ad espandere e sistematizzare
collettivamente, si cozza brutalmente coi feticci e vizi del capitale, personificati
psicologicamente e repressivamente dalle sue istituzioni
Quanta resistenza e prospettiva di libertà avranno i generosi
se non produrranno
organizzativamente e politicamente una nuova vita??!! Se è utopistico questo desiderio di
emancipazione umana; è più utopistico credere che il SIGNOR MERCATO si
converta ai bisogni di emancipazione umana!!!
Aprile 2000.
Bonicelli Giuseppe.