VALORI E DISVALORI
di Beppe Bonicelli – parte II
LA NON CONVENIENZA
SOCIALE
Comincio con la
categoria della FIDUCIA, perché si connette necessariamente alla coerenza
delle promesse fatte in campagna elettorale…
Quando uno vota, parte dal presupposto della FIDUCIA! Fiducia nei programmi del
votato e coerenza nel realizzarli. Se però le promesse (più importanti) non sono
mantenute ecco che si pensa al votato come ad un bugiardo, o, al meglio come
incapace, in quanto non mantiene la parola data. Da qui è facile concludere che
FIDUCIA è sinonimo di SINCERITA’: come fidarsi di una persona che usa la
menzogna sistematicamente? Nessuno di noi nella nostra quotidianità si fida di
un bugiardo incallito. Com’è possibile che molti elettori (anche quelli che
precedentemente hanno votato la fiducia a Piero Bonicelli) abbiano preso una
cantonata del genere!?
Vi sono, con percentuali diverse, delle risposte credibili: la voglia di
cambiamento come confermato dal nostro questionario; l’inefficienza o meglio la
stanchezza (degli ultimi anni) della precedente amministrazione; le troppe
regole amministrative... Ma la risposta più credibile è che pochi conoscevano
e ricordavano le menzogne del Go de dit.
La FIDUCIA si dà e si acquisisce con la conoscenza, coerenza (pensare,
dire, fare), nel TEMPO. E aggiungo: “che vita è se non si dà e non si ha
fiducia in qualcuno?!? È credere soltanto nella diffidenza, tradimento, ricatto,
paura. Vita miserabile e infelice! La FIDUCIA è un frutto di coloro che sanno
amare!”.
Purtroppo, dare fiducia ad un amministratore (o politico) ed avere una verifica
costante e tempestiva del suo operato è quasi impossibile: dato che vi è una
DISTANZA SPAZIO/TEMPORALE tra le promesse dell’eletto e il suo operato: pensate
alle molte scelte quotidiane di un amministratore che gli elettori neppure
immaginano, e che conosceranno tempo dopo, a risultato avvenuto. Da questa
“distanza”, tra promesse e realizzazione di queste, c’è il TEMPO, più o meno
lungo, nel quale un demagogo può giocare sulla smemorizzazione o inventandosi
difficoltà e scaricando responsabilità ad altri; quanti degli elettori
verificheranno e RICORDERANNO se uno mente o no?. Quanti di essi conoscono bene
e personalmente i loro candidati, i loro valori di vita? La risposta è:
pochissimi! Dunque la scelta è sovente data percettivamente e
superficialmente e di conseguenza con forti probabilità di errore.
Da qui nasce il problema della SMEMORIZZAZIONE! Quanti di voi che
leggete, si ricordano, dopo mesi e anni (talvolta pochi giorni) dei programmi,
delle promesse elettorali dei vari candidati? Pochissimi!! E anche i pochissimi,
ve l’assicuro, hanno spesso vuoti di memoria.
La smemorizzazione è direttamente proporzionale al disinteresse
dell’evento o argomento: quanti elettori, infatti, affermano superficialmente,
che una amministrazione vale l’altra e che non val la pena di polemizzare tra
fazioni opposte, soprattutto in paesi così piccoli. Da ciò consegue che il
disinteresse conduce alla superficialità nella scelta del voto e soprattutto a
dimenticare la corrispondenza delle PAROLE-FATTI e comportamenti dei diversi
candidati.
Per uscire da queste difficoltà oggettive, ci vorrebbe più partecipazione che
riduce la delega, ma pare un sogno irrealizzabile e dunque l’unico nostro
rimedio concreto è insistere nelle parole scritte e parlate che corrispondano
nel tempo alla fiducia dei comportamenti (che nel nostro caso sono supportati da
13 anni di amministrazione della lista UDP).
LE DIVERSE FACCE DELLA
MENZOGNA.
La menzogna la
conosciamo tutti nella sua essenza:“dichiarazione coscientemente falsa” (Zingarelli).
Il contrario della verità!
Il “verbo” ha reso l’uomo l’essere più intelligente del globo, perché con le
parole ed il dialogo può moltiplicare all’infinito l’ideazione a monte di
comportamenti e progetti. Quante creatività tecnologiche e sociali sono state
sviluppate mediante discussioni, seminari tra filosofi e scienziati?
Innumerevoli!
Ma la parola, il progetto, come accennato sopra, non corrisponde immediatamente
al comportamento, all’azione: in quel tempo/spazio la parola può essere usata
non per progettare e creare, ma per ingannare la fiducia dell’interlocutore.
Solo col tempo (non sempre), con l’operare ci si ricorderà delle false parole e
promesse.
Ma vi sono diversi modi di mentire, oltre quello che conosciamo tutti:
1) focalizzare aspetti marginali di un evento, trascurando e rimuovendo
consapevolmente quelli più importanti, in sostanza dire mezze o parziali
verità; provate infatti a leggere un “Vilminore Informa” su un argomento
(vedi la tassa dell’acqua) e dopo qualche settimana un “Go de dit” sullo stesso
argomento: se non siete interessati e ben informati vi troverete facilmente
spaesati e non in grado di ricordare e fare una analisi oggettiva
sull’argomento, a vantaggio di chi ha qualcosa da nascondere:
2) spostare l’attenzione degli interlocutori sugli errori altrui,
nascondendo i propri: alcuni esempi: Godedit di febbraio n°20:
Toninelli, con toni “sereni” risponde ad UDP che la tassa ingiusta sul
depuratore, imposta a coloro che non hanno la fogna, è colpa
dell’amministrazione precedente che non è stata capace di dare le fogne a questi
cittadini. Ma il Sindaco crede di aver a che fare con dei cittadini idioti?!
Ammettiamo che per inefficienza o peggio per incapacità come dice Toninelli, la
precedente amministrazione non abbia fatto le fogne per questi cittadini, ebbene
essa potrà essere al peggio accusata di negligenza, inefficienza, ma MAI di aver
ingiustamente applicato canoni non dovuti!
E’ il classico metodo berlusconiano: attaccare per non essere attaccati!,
rispondere e spostare l’attenzione verso le sue accuse basate su slogan
ideologici che la gente solitamente non approfondisce e verifica, soprattutto
con toni aspri e cattivi... Toninelli sposta l’accusa rivoltagli di
INGIUSTE IMPOSIZIONI, accusando UDP di INCAPACITA’.
Decida il lettore se l’errore della precedente amministrazione (ammesso che ci
sia, ma si può facilmente immaginare che le fogne fossero in programma…) sia
paragonabile all’errore di Toninelli che impone un atto di INGIUSTIZIA, facendo
pagare la depurazione a chi non è allacciato alla fognatura comunale. (La
protesta di un gruppo di cittadini ha fatto rientrare le scelte ingiuste e fuori
legge del sindaco).
La precedente amministrazione può aver commesso molti errori, ma non di
questo genere etico-morale. Notare che ad un consiglio, ho sentito lo stesso
Toninelli, rispondere ad una signora che non avrebbe fatto pagare tale canone
ingiusto (ah, le menzogne!!!).
Altro esempio dell’ultimo Go de dit n°20: in ultima pag. c’è NB che scrive
“Avete notato che per difendermi non ho usato, come facevano loro(UDP), la
Gazzetta Comunale che è pagata con i soldi di tutti, ma il nostro Go de dit?
Essi il “Vilminore Informa” durante il loro mandato l’avevano praticamente
abolito…”
Ancora. Il “Go de dit” preelettorale dell’11 agosto 2000 scrive: “La maggioranza
(amministrazione di Bonicelli), è evidente, si serve della Gazzetta Comunale
come noi ci serviamo del Go de dit. Ma noi il Go d edit ce lo paghiamo di tasca
nostra; loro la Gazzetta la fanno pagare a tutti.” ù
Se il Sindaco fosse coerente con le sue parole trascorse, la Gazzetta
Comunale, pagata da tutti, non dovrebbe essere usata dall’attuale
amministrazione!, tanto meno per propagandare le sue manifestazioni, o crede
davvero che tutti i cittadini di Vilminore soffrano di amnesia e siano così
ingenui da pensare che Toninelli sia veramente il sindaco di tutti e non invece
un sindaco di parte?!
Insomma, vi è un modo di mentire raffinato:spostare l’attenzione degli
interlocutori con parole generiche o generalizzanti. Ossia eludendo i
problemi concreti ed essenziali posti dai cittadini, rispondendo con
sarcasmo e livore ideologico e generico all’opposizione come fa Toninelli, in
modo che il lettore si scordi l’argomento posto e sposti l’attenzione sulle
parole devianti dell’ultimo scritto...
3) Ricostruire un evento trascorso in modo diverso e falso:tacendo
responsabilità (proprie), o al contrario tacendo i meriti dell’avversario
appropriandosene come ha fatto il Sindaco in “Montagne e paesi” del luglio 2003
a pag.18, in una sua intervista fa trasparire (senza scriverlo) che
sostanzialmente il biennio sperimentale è una sua idea e così i non residenti
crederanno ad un sindaco dinamico e creativo, mentre con la smemorizzazione e
disinformazione persino i residenti si convinceranno delle doti taumaturgiche
del nostro primo cittadino.
N.B. Vi chiederete come
mai ho sempre scritto del primo cittadino trascurando la sua squadra consiliare.
Ho avuto modo di assistere a qualche consiglio comunale e ho notato che il
comandante incontrastato è lui: zittisce stizzito persino taluni suoi
consiglieri che fanno fatica ad esprimersi, perché è lui che centralizza il
tutto. Eccezione è Panfilo Ottavia, nota cassa di risonanza dell’attuale
maggioranza, che sistematicamente avvelena quotidianamente con le sue menzogne
il clima del paese. A conferma di ciò che scrivo vi è una sua affermazione
(machiavellica) sfuggitale ai tempi di quand’era all’opposizione: che mentire in
politica è legittimo e ovvio. Della serie: il FINE (vincere) giustifica i MEZZI
(menzogne). La storia ci insegna, “cara” consigliera (cristiana), che se i
mezzi sono turpi e menzogneri, i fini raggiunti, per essere perpetuati e
consolidati, lo saranno dalla moltiplicazione dei mezzi menzogneri che il
potere della vittoria concede…
LE QUALITA’ ESSENZIALI E
NECESSARIE DI UN QUALSIASI PRIMO CITTADINO O POLITICO.
Vi è un equivoco da
sciogliere in molti cittadini. Quali sono i requisiti essenziali per un buon
amministratore e politico che abbia in mente veramente l’interesse generale?
TRE qualità sono imprescindibili: EFFICIENZA, ONESTA’ e SINCERITA’!
1) Possiamo avere un onesto e sincero primo cittadino politico, ma se è
incapace, non ha creatività e idee egli non darà impulsi al proprio paese, il
quale sopravviverà stancamente; l’accusa, ad esempio, che il “Go de dit” dava
alla precedente amministrazione era di incompetenza e incapacità. Ironia della
sorte: i risultati sono ancora lì da vedere!..
2) Possiamo avere un efficiente amministratore e politico, ma disonesto e
interessato ed efficiente soltanto per i suoi affari, che mente
sistematicamente; ebbene egli sarà efficiente per i suoi interessi personali,
ma MAI! per gli interessi generali, a meno che non lo coinvolgano
materialmente o casualmente per ambizione egocentrica.
Evidentemente è più CONVENIENTE e meno peggio il primo cittadino o politico
che il secondo che dilapida le risorse della comunità.
continua
Pepe 2004
Bonicelli Giuseppe.