"CERCO
RAGIONI E MOTIVI DI QUESTA VITA..."
di Giuseppe
Bonicelli (spazio autogestito, saranno pubblicate eventuali
repliche; inviare una mail a
spazioaperto@scalve.com
specificando in "oggetto" l'argomento)
Grazie ad Annalisa
che mi ha stimolato ad approfondire la parola-concetto più bella
e affascinante che l’uomo può vivere, ma che i più non hanno
ancora essenzialmente compreso…
Quante guerre e lotte per l’emancipazione, ma pure quanti genocidi si
sono perpetrati per la “Libertà”, parola così usata e abusata…
LIBERTA’
In un mio precedente scritto
:“Vizi e omologazioni della società capitalistica e consumistica”(www.scalve.it,
in ‘Spazio aperto’:’Cerco ragioni e motivi di questa vita’…) ne do una
definizione molto sintetica, ma già molto profonda ed efficace.
“Libertà-emancipazione, nell’accezione marxista significano:”DOMINIO
SULLA NATURA E SULLA PROPRIA NATURA”. ‘Dominio’ nel senso di conoscenza e rispetto per la natura in cui viviamo e
ne siamo(soltanto) parte. Pertanto, se dominiamo e usiamo la natura non
vuol dire deturparla, bensì usarla e far sì che si riproduca
prosperosamente e vitale…Ma, l’aspetto più importante del significato di
‘libertà’ da analizzare è: “Dominio(..)sulla propria natura, sui propri
sensi, istinti e comportamenti(..).
Significa dominare e contenere le potenzialità del vizio ed essere veri
uomini-donne, che hanno coscienza di decidere e comprendere che la giusta
libertà non è l’arbitrio e l’egocentrismo di soddisfare il piacere del
vizio, bensì la responsabilità, l’autodisciplina e comprensione di quando il
piacere può tramutarsi in vizio che ci rende schiavi e dunque usare questo
piacere(non negarlo!) con la consapevolezza di non ledere la nostra e
altrui libertà.(…).”
Con la citazione sommaria di
sopra si ha in estrema sintesi che: dominando i propri istinti-sensi, i
comportamenti sociali-collettivi che ne conseguono, implicitamente si
autoregolano, si autodisciplinano: dominando gli istinti-sensi personali si
dovrebbe dominare il rapporto e relazione con gli altri…Ma vediamo di articolare
ed approfondire questo argomento che ha portato a molteplici interpretazioni,
con i risultati storici (i più, catastrofici) che sommariamente conosciamo…
Un inciso.
L’uomo è l’animale sociale per eccellenza che ovviamente lo contraddistingue
dalle altre specie animali per la coscienza. Ai primordi, l’uomo si
caratterizza storicamente come specie animale cosciente, cooperativa e
generosa (vedi le società primitive di cui scrivo nel doc.sopracitato), che
lo ha portato a sviluppare un’ intelligenza che ha prevalso nel tempo sulle
altre specie; se poi questa coscienza si è, con le società di classi, via via,
indirizzata storicamente nel senso oppressivo e autodistruttivo non è argomento
ora da approfondire…
Se si è padroni dei propri
sensi e dei desideri che ci richiamano incessantemente durante la vita, anche
le relazioni sociali si vanno a regolare nel rispetto delle esigenze e libertà
altrui. Faccio un esempio molto efficace. Un uomo desidera sessualmente
una donna, ecco che fa le sue avance palesemente, ma questa rifiuta
categoricamente. Se l’uomo è dominato dai sensi e vizi sessuali, insisterà con
le sue avance sino alla molestia, ed estremizzando sino alla possibilità dello
stupro; viceversa se sa dominare i propri istinti rinuncerà a molestare la donna
e si dimostrerà rispettoso della libertà altrui. Altro esempio:
un individuo vive il vizio sociale dell‘ ambizione personale, anteponendo questa
a qualsiasi confronto per l’interesse generale; facendo prevalere la sua
esperienza e sapere egli socializzerà soltanto la parte di sapere che
perpetuerà la sua ambizione e ipocrisia personale, impedendo la crescita e la
capacità di critica individuale e collettiva;il che significa ledere la libertà
altrui. Il secondo esempio di lesa libertà è senz’altro più difficile da capire
e condannare, perché più sottile e psicologico del primo. Altri esempi si
potrebbero fare: come quelli dell’autolesionismo (alcolisti,drogati,ecc.) che
ledono soltanto la propria persona e personalità, ma che impediscono di vivere
la libertà…
Ultimo esempio. Ho avuto modo di discutere con una donna sull’emancipazione
femminile. Ebbene, ella affermava che le donne sono più emancipate che in
passato, più libere di scegliere, ecc.Ma è vero?!? A prescindere dalle vigenti
società maschiliste che non sono state completamente impregnate dal progresso
economico consumista e capitalista, e riducendoci alle metropoli
tecnologicamente più sviluppate, si può affermare che le donne sono più libere?
Sempre più donne hanno incarichi di responsabilità (capi d’azienda, incarichi di
responsabilità di lavoro e sociale…) e di decisione; sempre più esse hanno
accesso a diversi ruoli sociali che sino a qualche decennio fa erano appannaggio
soltanto dei maschi e pertanto appare palese la parità dei sessi nella società e
dunque la conclusione che le donne ‘capaci’ sono più libere che in passato.
Ma chiediamoci, invece, se essere donne libere significa raggiungere i posti di
comando dei maschi!? Anche i maschietti che decidono le sorti dell’umanità
vivono la costrizione del MERCATO, sono servili e dipendenti da questo
(Marx, argutamente, affermava che l’alienazione capitalista impregna non
soltanto gli oppressi, ma pure gli oppressori, viziati dalle loro avidità, manie
di grandezza e vizi vari di cui la letteratura è ricca di esempi..).Non è questa
l’alienazione che ci sta progressivamente autodistruggendo come specie?! Allora,
io rispondo, a quella donna, che se questo darwinismo sociale, di opprimerci
consapevolmente, se questa complicità coi maschi nel fare del male all’umanità,
si chiama libertà femminile, lascio trarre le conclusioni al lettore… E’
vero che le donne delle metropoli altamente tecnologizzate hanno più opportunità
di scelta (non sempre e necessariamente oppressive), in quanto hanno più
conoscenze e meno pregiudizi delle donne oppresse da culture maschiliste
arretrate e possono scegliere consapevolmente di ritagliarsi tempi/spazi più
ampi e liberi (non dimentichiamo che lo stress è un nostro privilegio..),
tuttavia è la logica e la cultura dominante del MERCATO-PROFITTO che le
avvinghia inesorabilmente nella falsa libertà… O saremo liberi
tutti, o non lo sarà nessuno! Si può facilmente
arguire da questi esempi, che, in quanto l’uomo è un essere sociale non può
prescindere di influire, positivamente o negativamente, sulle libertà altrui. In
sintesi la libertà individuale,”dominio sulla propria natura”, rimanda al
concetto di libertà collettiva. Rimanda al concetto di responsabilità (rispondere coscientemente
delle proprie azioni alla collettività). Insomma, la vera libertà non centra
nulla con l’arbitrio, l’oppressione, con la soddisfazione dei propri vizi e come
affermava Kant :”che nessun uomo deve essere il mezzo che determina la fine
di un altro uomo.Che tutti gli uomini sono un fine, e non un mezzo.” Queste ultime righe richiamano il principio di UGUAGLIANZA e DIFFERENZA
tra gli uomini, è un principio che connette necessariamente con il concetto
di ‘libertà’. Qui è necessaria un’altra digressione: distinguere
l’eguaglianza sociale dalla differenza sociale,che è come distinguere la
collettività dall’ individualità, e in tempi di intolleranza e razzismi
progressivi un approfondimento è doveroso. UGUAGLIANZA.
Chi non è
d’accordo col concetto di eguaglianza nella differenza e differenza
nell’eguaglianza?!? Il problema è di riportare le parole astratte alla realtà
della vita concreta
Eguaglianza è vivere collettivamente aspetti comuniche attraversino
tutti gli individui dellaspecie umana: 1) la possibilità di
avere tutti un’autonomia per un’alimentazione e sostentamento di base
irrinunciabile; 2) una dimora dignitosa ed autonoma per sopravvivere alle
intemperie della natura; 3) un’ educazione emancipativa (alla libertà!!!)
senza oppressioni, che faccia emergere le potenzialità individuali a
servizio della collettività e alla ricerca di una vita serena e soprattutto
felice…In sintesi: uguaglianza nei bisogni primari e culturali (detti
spirituali). A me non sembra che questi aspetti comuni attraversino l’umanità, anzi
risulta inequivocabilmente che la legge del profitto e plus-valore alimenti la
miseria mondiale, la moria per fame di miliardi di persone…Quando sento
dire che ‘il mondo è bello perché vario’, mi si accappona la pelle perché penso
alle differenze che portano chi muore di fame…Questo ‘vario’ o differenza
non dovrebbe esistere in una specie cosciente e intelligente in grado di
dominare la natura e la propria natura. O no!!! Per chi volesse approfondire le
‘uguaglianze’ borghesi, ossia le ‘omologazioni’ borghesi attuali, lo rimando
alla lettura del doc. sopracitato. DIFFERENZA. La differenza sta
implicitamente nelle individualità; da una parte, siamo sì tutti uguali su
base genetica (oramai la genetica ha argomenti scientifici inequivocabili, se si
vogliono leggere): siamo tutti della specie umana, di cultura ed etnie
diverse, ma della stessa specie e non esiste la specie dei neri, dei
messicani,ecc.(soltanto razzisti, pseudo-scienziati, biodeterministi e
interessati che perpetuano una informazione-formazione distorta e falsa
sostengono ciò…).Dall’altra, ognuno ha la propria unicità: sono note le
diverse attitudini ereditate familiarmente e per etnia e pure le unicità e
genialità di taluni individui. Ad esempio,sappiamo che vi sono individui con
attitudini spiccate alla matematica,oppure alle lettere,attitudini spiccatamente
psico-motorie,alla musica o all’arte in generale,ecc. Ma sono attitudini che non
possono prescindere da una intelligenza di base comune a tutta l’umanità e
che soltanto mediante lo stimolo dell’educazione e cultura sociale
vengono a svilupparsi, dando opportunità intellettive infinite.
(Vi sono esempi storici di neonati allattati e allevati da animali, senza
possibilità di sviluppo di linguaggio umano (vedi il bellissimo film storico “Il
ragazzo selvaggio” di Francois Truffaut), che, superata l’età della adolescenza
non hanno potuto recuperare le più importanti facoltà del linguaggio e
intelligenza umana, confutando appunto teorie biodeterministe e razziste,che
tutto è schematicamente genetico…)
Queste differenze, esistono, eccome, e sono linfa vitale e motivazione di
vita:”senza contraddizione (differenza) non c’è vita”, scriveva giustamente
MaoTse Tung, ma non devono necessariamente essere usate per lucro o per
opprimere e sopprimere i propri simili, come accade nelle società predominanti,
ma possono invece essere usate per la crescita ed emancipazione umana…Ad
esempio, se vi sono genialità in una sfera scientifica come nella chimica,oppure
nella fisica, psicologia, ecc.,si dovranno chiedere(queste genialità)
filosoficamente se la loro creatività è al servizio dell’umanità o soltanto del
profitto autodistruttivo?! Questa loro genialità,differenza, può essere
benissimo pensata senza fini di lucro e ambizione personale(abbiamo esempi di
volontariato di grande qualità professionale), bensì come ambizione sociale
affinché l’umanità cresca indipendente e libera dalla logica di mercato…Ecco
che la competizione,pur esistendo, si caratterizzerebbe per la corsa alla
generosità e non all’egoismo… In sintesi, la differenza, diversità, porta ricchezza e conoscenza, mentre è
la differenza di classe, prodotta culturalmente dalle classi dominanti e
oppressive che determina problemi di relazione sociale. Ad esempio il razzismo
più estremo ha risolto e vuol risolvere con l’eliminazione fisica le diversità
etniche; come per analogia, le multinazionali alimentari con la loro avidità,
stanno eliminando gradualmente biodiversità di sementi naturali, sostituendole
sempre più con prodotti trangenici e di sintesi. Questi due tipi di interventi,
tendono oggettivamente all’autodistruzione della società umana e naturale,
seppure la scienza-genetica in sviluppo dimostra progressivamente la necessità e
ricchezza storica –naturale della differenza e diversità sociale…
L’attuale società, con la divisione del lavoro e del sapere in classi, fomenta
oggettivamente e soggettivamente molteplici e involutive differenze e razzismi:
verso il colore, le etnie, le religioni, le donne, i bambini ecc.; per secoli le
classi dominanti ci hanno illuso e ci illudono che con la loro falsa democrazia
si possano garantire i DIRITTI per i più deboli e oppressi. Il diritto
inteso col significato dilegge, come imposizione, che, se violata, si
incorre in una punizione!…Il concetto di libertà borghese si basa sul
diritto, sulle leggi dello sfruttamento e dunque della forza e paura, ma pure
deve formalizzare, nelle società più ricche e avanzate tecnologicamente (non
certo in Africa e in vari paesi colonizzati, derubati dei loro territori
distrutti e depauperati da questi ‘liberi borghesi’..) diritti di libertà
individuale, che difendono la proprietà privata a vari gradi (dal grande
capitalista all’operaio che ha il contratto d’acquisto di una modesta casa..) ,
che si basa però sulla garanzia dell’imposizione. MAI, una libertà che
si basi sull’AMORE! Quella borghese è una pseudolibertà, basata sul diritto,
sulla legge, sull’imposizione e sulla paura. E’ possibile ed esiste una libertà basata sull’amore quando la società
dominante si basa sull’imposizione? La libertà è amore!
Le parole d’ordine della rivoluzione francese erano: “libertà, uguaglianza,
fraternità!” ‘Fraternità’ èsinonimo di amore, parola d’ordine
che nello sviluppo rivoluzionario storico è stata spesso trascurata e
dimenticata, dando spazio a metodi e comportamenti culturali oppressivi e
borghesi, benché velati da parole concetto quali socialismo o comunismo… Educazione alla
libertà è educazione all’amore.
L’amore inteso come scambio affettivo disinteressato, donazione generosa del
proprio vivere sociale che tende ad emancipare i propri simili.
Mi spiego. Non è l’amore religioso mirato ad un premio futuro e interessato e
dunque un amore che si caratterizza per la costrizione, sacrificio o uno
scambio mercificato in cose; l’amore che io intendo si rifà alla concezione
di Erich Fromm nel suo testo ’L’arte di amare’: che è il piacere universale
di scambiare sapere e affetto con i propri simili:”l’amore è un’azione, un
potere umanoche può essere praticato solo in libertà e non è conseguenza
di una costrizione” Quando un individuo o un collettivo di persone aiuta
gratuitamente e generosamente il prossimo a risolvere problemi sociali,
insegna ed impara a vivere! Ma la differenza con Fromm sta nel fatto che non
si possono amare tutti gli uomini indistintamente, come gli uomini portatori
della crudeltà, dell’egoismo…; il che significa che bisogna amare il cambiamento
e se necessario lottare contro e odiarel’ingiustizia, la
crudeltà e i loro fautori;altrimenti non si sarà mai liberi dalla
oppressione e la si perpetuerà rendendoci complici! E come scriveva Sartre: o
si èliberi tutti o nessuno! La libertà
individuale esiste senza quella collettiva?
Se come sopra affermo che è possibile educare e dominare la propria natura, i
propri sensi e istinti indirizzandoli socialmente, significa dunque che
esiste un qualche grado di libertà individuale, una libertà relativa…;
ma anch’io che sembro libero ed emancipato e che sto scrivendo di libertà e
amore, ho le mie quotidiane costrizioni, oppressioni: il lavoro salariato e
costrittivo, lo scambio mercificato, il tempo libero più o meno omologato, il
sapere e conoscenza limitato e condizionato da quello delle classi dominanti e
oppressive, e quando ho idee e comportamenti emancipati individuali, mi sento
oppresso da pregiudizi e incomprensioni nei miei confronti. Certo, lotto
quotidianamente contro questi pregiudizi e omologazioni e talvolta riesco ad
evadere momentaneamente(come in questo momento di riflessione e scrittura…), ma
è una lotta impari perché individuale e mi devo sostanzialmente adattare a
questa produzione di vita alienata…Pertanto, la prima essenziale e
fondamentale libertà sta nell’eliminazione dell’oppressione sociale tra gli
uomini (nel passare dalla preistoria alla storia); fino a che questa
oppressione esisterà nessuno sarà MAI libero completamente e coscientemente! Ma tornando al concetto di amore per la libertà esso si caratterizza per il
piacere di vivere e comunicare sapere sociale, che ci insegna la felicità di
amare ed essere amati: non si è forse felici quando si educa un bambino a
comprendere ed aiutare i propri simili? Ma non tanto ad essere caritatevole
(concezione spesso di falsa generosità), ma aiutare i propri simili ad essere
autonomi ed emancipati (liberi!), intelligenti, superando le barriere della
dipendenza economica-sociale…La propria felicità sta nel fatto di essere
riusciti a rendere autonomo, sentimentalmente-intellettivamente e felice un
bambino, una persona, un collettivo e se stessi (alimentando la propria
autostima)…Spostate questo esempio e comportamento all’intera umanità e
scoprirete la pietra filosofale della vita… La felicità, è storicamente provato, si trova nelle relazioni
affettive e sociali più sincere, generose…Purtroppo, invece, siamo alla
progressiva interiorizzazione di relazioni sociali formali ed ipocrite, che non
approfondiscono i perché della vita…ognuno esigendo affetti senza però darne, se
non con un tornaconto o vantaggio…
RESPONSABILITA’ E
AUTODISCIPLINA.
Se sinora mi sono fatto essenzialmente comprendere, dovrebbe essere abbastanza
logico e conseguente che il concetto di ‘libertà’ comporta una responsabilità
(rispondere coscientemente delle proprie azioni morali ed etiche alla
collettività…Anche qui dipende di quale collettività si intende…) o
autodisciplina.
E’ evidente che quanto sinora scritto contraddice nettamente il concetto di
libertà personale (intesa come arbitrio), in quanto la collettività ci comporta
sempre delle autolimitazioni, degli obblighi, l’autodisciplina, insomma
responsabilità sociali verso gli altri…Ma l’autodisciplina può essere una scelta
libera e felice, come ad esempio fare il genitore , in cui si sperimenta come
amare, educare, emancipare il proprio figlio; provare una sfida con se stessi se
si è in grado e se si è adeguati a trasmettere valori di libertà; di contro
usare il proprio figlio per le proprie ambizioni ed egoismi…Qui, l’educazione
alla responsabilità e alla libertà diviene il cardine fondamentale per la
società, senza la quale non vi è speranza e futuro per l’umanità… I principi,
le basi educative alla libertà ed autonomia saranno per le prossime e
impegnative riflessioni...